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il mistero della passione

blog di giovanni turi bibliotecario
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Marco

June 11

SUL MISTERO DELLA PASSIONE: INSTALLAZIONE DI GIOVANNI TURI

 

 SUL MISTERO DELLA PASSIONE: INSTALLAZIONE DI GIOVANNI TURI

Giovanni Turi, nato a San Giovanni Rotondo nel 1955, lavora nella Biblioteca della sua Città, la stessa nella quale esporrà dal 1° aprile al 30 giugno 2007 la mostra personale che raccoglie opere a lungo meditate e incentrate sul mistero della Passione di Cristo.

Artista nel senso più antico di questa parola – quello greco di téchne che secondo Heidegger[1] accosta l’Arte al Fare – Turi inventa e reinventa tecniche inusuali, sperimentando di continuo e con perizia accostamenti arditi fra materie diverse per qualità, pregiate e povere, che magicamente si accordano tra di loro quasi che il giornale spiegazzato, il lenzuolo rattoppato o la vecchia porta siano il naturale supporto delle sue composizioni artistiche tanto quanto le classiche tele e le nobili tavole.La stessa audacia caratterizza pure l’iconografia delle sue produzioni. Nell’esposizione, che i visitatori avranno modo di ammirare, Turi non si limita a scandagliare il significato della morte e risurrezione del Figlio di Dio, e quali effetti questo avvenimento raccontato dai Vangeli ha avuto sull’umanità intera. Non si tratta di un mero intellettualismo speculativo su Gesù che sembra essere tanto à la page negli ultimi tempi.

Egli recupera, e così facendo lo riveste di una nuova dignità, il simbolismo delle tradizioni popolari della Settimana Santa, gli oggetti e gli animali che con sentimenti più diretti e semplici una volta, quando la tradizione non era folklore, venivano percepiti come indissolubili dalla figura del Cristo patiens e che un minimalismo diffuso ha man mano ridotto a favore di una rappresentazione scarnificata – senza carne – del Crocifisso.

Questo sincretismo tra classico e popolare è una peculiarità turiana. Intrinseca all’artista già dai tempi in cui frequentava l’Istituto d’Arte e il Conservatorio di Musica a Foggia, tale caratteristica Turi la esteriorizza sia attraverso la pittura sia per mezzo dei suoni che fa scaturire dagli strumenti a percussione che ama ancora una volta costruire e assemblare da sé e che sono l’altra sua passione vitale.

Poliedrico nella sua attività artistica e oltremodo schivo come persona, forse non tutti nella sua stessa Città sanno che le opere di Giovanni Turi sono presenti in collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero; che ha suonato con grandi musicisti; che dal 1990 ha diretto le quattordici edizioni di Italia San Giovanni Rotondo Jazz Festival.


[1] M. Heidegger, L’origine dell’opera d’arte, in: Sentieri interrotti, La Nuova Italia, Firenze 1989, p. 44.

 

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LA PASSIONE

tema dell'installazione di Giovanni Turi

CIVICA “M. LECCE”  -  San Giovanni Rotondo

 

2 aprile - 30 giugno 2007  

 

TRE MESI PER UNA PERSONALE CHE RACCONTA DI TRADIZIONE, RELIGIONE E STORIA. GIOVANNI TURI PLASMA DIVERSI MATERIALI PER DARE VITA ARTISTICA ALLA SUA CREATIVITA'. LA MUSICA E L'ARTE SI FONDONO PER FORMARE UN'UNICA PASSIONE. GIOVANNI TURI DAL 1970 SI CIMENTA IN QUESTI DUE SETTORI. 

DOPO AVER SUONATO, ORGANIZZATO MANIFESTAZIONI MUSICALI ED ESPOSTO IN DIVERSE CITTA' D'iTALIA, IL CREATIVO DI SAN GIOVANNI ROTONDO PRESENTERA' LE SUE OPERE FINO AL 30 GIUGNO NELLA BIBLIOTECA CIVICA DEL CENTRO GARGANICO.

DIPENDENTE PROPRIO DELLA STESSA BIBLIOTECA, L'AUTORE ARTISTICAMENTE SI E' FORMATO ALL'ISTITUTO D'ARTE E AL COSERVATORIO MUSICALE FOGGIANO.

UNA LUNGA ESPOSIZIONE PER IL MISTERO DELLA PASSIONE, L'INSTALLAZIONE CHE RACCONTA NON SOLO DELLA MORTE E RESURREZIONE DEL FIGLIO DI DIO, MA ANCHE DELLE TRADIZIONI PASQUALI DELLA NOSTRA TERRA E DEL LORO SIGNIFICATO. LA CREATIVITA' DELL'ARTISTA GARGANICO, SI ESTRINSECA SOPRATTUTTO NELL'UTILIZZO DI MATERIALI E LINGUAGGI DIVERSI, MA RICCHI DI SIMBOLISMO.

ECCO ALLORA CHE UN LENZUOLO RAMMENDATO O UNA VECCHIA PORTA RIESCONO EGREGIAMENTE A SOSTITUIRE TELE E SUPPORTI LIGNEI, LASCIANDO INTATTO IL PREGIO ARTISTICO DEL LAVORO E RIUSCENDO A SOTTOLINEARE IL SENSO DI APPARTENENZA A UN TERRITORIO O A UNA STIRPE.

LA PASSIONE DISEGNATA E RAPPRESENTATA DA TURI NON HA SOLO RIFERIMENTI ALLA RELIGIONE, MOLTO SENTITA NEL SUO PAESE CHE HA UN LEGAME INDISSOLUBILE E NOTO A TUTTI CON PADRE PIO DA PIETRELCINA, MA AFFONDA LE SUE RADICI E IL SIGNIFICATO ANCHE NELLA STORIA, NELLA FILOSOFIA E NELLA SCIENZA.

CON MATERIALI RICICLATI, OLI E ACRILICI, E L'INTERAZIONE DI DIVERSI LINGUAGGI, MUSICA E CINEMA, L'AUTORE SANGIOVANNESE PARTE DUNQUE DA GESU', DALLA FEDE, PER INTRAPRENDERE UN VIAGGIO PIU' LUNGO, CHE PORTA MOLTO LONTANO.  (VIVEUR N. 14 - ANNO XV; 6 APRILE 2007)

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Passio Christi

(Il mistero della passione)

Personale  di Giovanni Turi 

 

Biblioteca civica  “M.Lecce “

San Giovanni Rotondo

2 aprile-30 giugno 2007

 

 La Passione di Cristo ha sempre costituito una delle coordinate essenziali e fondanti della storia dell’uomo immerso da sempre, nel suo cammino   esistenziale,  in un universo di luce e di tenebre.

Un evento che certamente ha turbato, nello scorrere del  tempo,  menti  e coscienze e ha provocato  dolore, stupore, conversioni.

Accadimento, ove un uomo, pur essendo figlio di Dio, nella sua Passio  ha subito nelle carni e sentito nel suo animo, sofferenza e dolore estremo (pati,  pàthos, lype, aegritudo), per donarsi agli altri, per la loro Rigenerazione e Salvezza.

E tanti sono stati  coloro che si sono ispirati a tale evento: filosofi, teologi, scrittori e poeti, pittori e scultori, musicisti.

Già Platone (Timeo) e Pascal (Pensieri) avevano riconosciuto all’uomo la capacità di elevarsi con il pensiero al di sopra delle cose, di conoscerle, interpretarle e trasmetterle agli altri, fino a farsi parola, messaggio, comunicazione.

L’uomo è il suo  linguaggio e la parola  (verbum), intesa come una forma  di comunicazione, è rimedio a tutti i mali (Omero, Menandro, Socrate, Wittgenstein).

Ed il  tempo stesso (Kairòs), come distensio animi (Sant’Agostino), affida, all’interno della coscienza e dell’anima stessa, la conservazione e la comunicazione del passato, in collegamento con il presente (visione) ed il futuro (attesa).

Nella personale di Giovanni Turi, dedicata appunto  alla  ”Passio Christi”, molte  delle citate caratteristiche sono presenti nella sostanza e nella forma.

Artista dai molteplici interessi   (pittura, musica, teatro, letteratura), dotato di  una grande sensibilità, di una lungimirante visione dell’arte stessa e della   sua valenza, egli fa della Passione una  rievocazione-comunicazione visiva che penetra lentamente nella persona che osserva e la coinvolge profondamente.

Una visione dell’Arte intesa, anche, come espressione e creazione del Bello da parte di quello spirito che aleggia in ogni uomo (Baumgarten) e  che lo rende quasi divino: “E’ con la scienza che l’uomo s’india“ (Platone,Fedone).

Croce diceva (Estetica) che un’opera d’arte per essere tale deve provocare nell’animo del visitatore-osservatore forti emozioni e sentimenti (aisthetikòs).  Elementi  ben presenti in questa installazione che abbatte le barriere stilistiche all’interno dei linguaggi.

L’artista, poi, ha collocato la Passio in un percorso temporale e spaziale oltremodo originale ed interessante, ove le scene si rivelano in tutta la loro drammaticità ed essenzialità.E tutto si fa rivelazione e comunicazione. Figure che diventano messaggi e categorie (Aristotele), che inchiodano l’uomo al suo destino, in quella meravigliosa avventura che è la vita stessa.

Osservando, in sequenza, le varie immagini e scene, prodotte con materiali diversi e con  tecnica  varia e mista, si rivelano  presenze  legate alla cultura e alla religiosità popolare, alle varie tradizioni locali, in un simbolismo oltremodo spontaneo, concreto e fascinoso. Si  leggono,  infatti, evidenti stigmi  afferenti costumanze  e  riti  della Settimana Santa, ove il popolo ha riversato tutta la sua Fede.

Non mancano riferimenti biblici (il vitello d’oro), riguardo allo smarrimento dell’uomo della via del Bene, in balia di falsi idoli e del peccato stesso, nell’attesa della conoscenza della Verità e della Redenzione.

Cultura classica-dotta e cultura popolare si coniugano e si integrano a vicenda in un simbolismo interessante, con il recupero di  elementi ed  oggetti  attinenti l’universo delle tradizioni popolari, in un itinerario temporale-spaziale: croci, chiodi, martelli, scale, corona di spine, pellicano, gallo, pecore ed altri.

Un percorso in ascesa (lungo la scalinata della Biblioteca, sede della Installazione), ove il visitatore incontra il Crocifisso, con a  latere  le  altre  due Croci, mentre un’altra si sfuma in lontananza, viatico doloroso dell’umanità stessa alla ricerca della Salvezza.

E lì, davanti a questo Crocifisso, cuore pulsante di tutta la Mostra, simbolo concreto di dolore, di sofferenza, di Resurrezione, il visitatore-viator, ritrova la sua  Pace:

“Sei grande, Signore, e meriti ogni lode; grande  è la tua potenza  e la  tua  sapienza non ha limiti.

…tu ci hai fatti per te e il nostro cuore non ha pace finchè non riposa in te…

Signore Dio mio, dacci la pace; ci  hai, infatti, arricchito di  tutto. Dacci la pace del riposo, la pace del sabato, una pace senza  tramonto...”

 

 (Sant’Agostino, Le Confessioni,I ,1 ,4 ;  XIII, 1, 2).

 

 Salvatore Antonio Grifa

 

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RIFLESSIONI

“Mistero della Passione”

 

 

NEGLI SPAZI DELLA BIBLIOTECA CIVICA “M. LECCE” DI S. GIOVANNI ROTONDO, È PRESENTE DAL 2 APRILE – AL 30 GIUGNO 2007, UNA PARTICOLARE E SIGNIFICATIVA INSTALLAZIONE.

DOPO GLI STUDI TRADIZIONALI DELL’ ARTE PROPRIAMENTE DETTA, GIOVANNI TURI, PITTORE E SCULTORE SANGIOVANNESE, NEL SUO PANORAMA TRENTENNALE DI RICERCA ARTISTICA,  ESPRIME LE TEMATICHE PROPRIE DELL’ARTE CONCETTUALE, MOVIMENTO ARTISTICO DIVENUTO UN FENOMENO INTERNAZIONALE NEGLI ANNI ’60 DANDO ORIGINE A UNA PRODUZIONE MOLTO DIVERSIFICATA, NELLA QUALE L’ELEMENTO PIÙ IMPORTANTE È L’IDEA CHE STA DIETRO L’OPERA PIUTTOSTO CHE L’ABILITÀ TECNICA DELLA SUA ESECUZIONE. ARTISTI CHE, DAI VARI MATERIALI, SVILUPPANO CONCETTI E MODALITA’ SIMBOLICO-COMUNICATIVE DAI LINGUAGGI SPECIFICI - AZIONE PROPEDEUTICA (PERFORMANCE) - INSTALLAZIONE - SCULTURA - OPERA VIDEO E AUDIO A SIGNIFICATI SPREGIUDICATI.

LA PERSONALE, METTE IN LUCE ZONE E LUOGHI DI POCA CONSIDERAZIONE, LE OPERE DI PITTURA E DI SCULTURA SONO CREATE DA MATERIALI DIVERSI TROVATI,  IN RIFERIMENTO ALLA TEMATICA EVANGELICA SUL MISTERO DELLA PASSIONE DI CRISTO, IN UN PERCORSO CHE VEDE IL VISITATORE INCURIOSITO, AFFASCINATO E SOPRATTUTTO INTERATTIVO CON TUTTI GLI ELEMENTI PRESENTI.

UN ASPETTO SALIENTE CHE APPARE A PRIMA VISTA È IL MODO CON CUI L’ARTISTA ASSEMBLA TRA LORO I MATERIALI TROVATI: TELI, PLASTICHE, SCARTI INDUSTRIALI, METALLI, LEGNI ED ALTRO   NEL LINGUAGGIO ESPRESSIVO DELL’ARTE E NEL FARE DELLA TECNICA.

LUNGO IL PERCORSO ESPOSITIVO LE OPERE SNODANO E MANIFESTANO LE VICENDE DELLA VITA DELL’AUTORE CHE SI RACCONTA CON CRITERIO DI ESSENZIALITÀ:

 

  1. LA RICERCA DELLA VERITÀ CON LA “V” MAIUSCOLA.
  2. IL SENSO DELLA VITA IN UN MONDO CONFUSO, DISTRATTO E BELLIGERANTE.
  3. IL VALORE DELLE TRADIZIONI E LA MEMORIA NEL TEMPO

 

SPINTO DA QUESTI INTERROGATIVI, FA PENSARE E RICHIAMA ALLA MEMORIA DELLA STORIA PER NON DIMENTICARE LE TRADIZIONI, CHE RACCONTANO IL PASSATO, RICORDANO QUALI SONO I VALORI ED EDUCANO AL PRESENTE.

IN UNA COSTELLAZIONI DI INFORMAZIONI E DISINFORMAZIONE, LA REALTÀ SOCIALE SEMBRA A RISCHIO DI UN NICHILISMO DESTRUTTURANTE CHE CREA MITI E APPARENZE, RELATIVIZZA IL PROPRIO PUNTO DI VISTA A DEFINIZIONE DEL SECONDO ME AVULSO DA QUELLO CHE È L’ESSENZA DELLA PARADIGMA DELLA CULTURA COME L’ ELABORAZIONE DEL PENSIERO, IL CONFRONTO, IL SENSO CRITICO E  L’ EPISTEMOLOGIA DEI SIGNIFICATI, NON VIVE IL TEMPO NATURALE, MA RIMANE  VITTIMA DELLE SOVRASTRUTTURE ECONOMICHE.

ATTRAVERSO UN LINGUAGGIO ICONOGRAFICO E SCENOGRAFICO SEMPLICE E AL TEMPO STESSO COMPLESSO, SI OSSERVANO SCULTURE E DIPINTI CHE RAPPRESENTANO LA TRADIZIONE DELLA SETTIMANA SANTA, INFINE SI ENTRA NELL’INSTALLAZIONE E SI ACCENDONO LE EMOZIONI  ALLA SUCCESSIONE DI FLASHBACK DEL FILM IL VANGELO SECONDO MATTEO, DOVE IL SONORO E SOSTITUITO DA RITMI E  SUONI IMPROVVISATI IN UN CONCERTO DEL 1990

L’ORIGINALITA’ DEI  SUONI IMPROVVISATI E DELLE VIBRAZIONI MUSICALI CREATI IN LUOGHI E TEMPI DIVERSI SEMBRANO ESSERE STATI SCRITTI AL MOMENTO PER QUEI FOTOGRAMMI TROVATI NELLA CULTURA DEL PASSATO, MA ATTUALI ORA DOVE SCORRONO LE IMMAGINI DELLA PASSIONE DI GESÙ CRISTO CHE CON LA RESURREZIONE, SALVA DALLE INQUIETUDINI E DALLE SOFFERENZE E AFFERMA “L’IO SONO….(VANGELO DI Gv.15,5), IL FOCUS DELLA COSCIENZA PER ESSERE UOMINI LIBERI E VIVERE A PIENO UNA VERA UMANITA’.

IN QUESTA CORNICE STORICO-BIBLICA E DI MEMORIA DELLA TRADIZIONE, L’ARTE TURIANA  MANIFESTA CON DOVIZIE DI PARTICOLARI  IL CUORE DELLA PASSIONE: LA RESURREZIONE DI GESÙ CRISTO CHE E’ LA VIA, LA VERITÀ  E LA VITA ….(VANGELO DI Gv.14,6),). NON UN EVENTO STORICO, MA L’EVENTO CHE INDICA LA FATICA PER ESSERE COERENTI, IL NON ANTEPORRE GLI INTERESSI ALLA VERA GIUSTIZIA, MA RISPETTO DELLA VITA NEL SUO DIRITTO.

NELLA STAGIONE DELLO SMARRIMENTO (GIOVANNI PAOLO II) E DEL RELATIVISMO COMPORTAMENTALE  (BENEDETTO XVI) LA FIGURA DEL RISORTO SI PONE ALLA RIFLESSIONE DELL’UOMO DI OGGI COME SUGGERIMENTO CHE RENDE CONSAPEVOLE L’INDIVIDUO DI CERTEZZE NELLA RICERCA DEI VALORI AUTENTICI CHE ORIENTANO IL SENSO DELLA VITA.

                                                                                                                                   

S. GIOVANNI ROTONDO, GIUGNO 2007                                                                                                                                                  

 

FRANCESCO GORGOGLIONE

 
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